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Influenza A…nvedi dannà…

Pubblicato da associazioneomilos su Mercoledì 4 Novembre 2009

Pubblico un primo stralcio di un’intervista molto interessante a Jane Burgermeister, una giornalista austriaca che ha recentemente sporto denuncia presso l’FBI contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le Nazioni Unite (ONU) e diversi personaggi legati alla propagazione volontaria dell’influenza suina, con lo scopo di lucro e di depopolamento mondiale. Di seguito l’intervista a Lucia Lopalco, a capo dell’unità di Immunobiologia di Hiv del San Raffaele.

L’influenza A tra bufale (d’oro) e allarmismo di Stato

di Ilaria Donatio

“Questa storia dell’influenza A è una bufala pazzesca”. Lucia Lopalco è a capo dell’unità di Immunobiologia di Hiv del San Raffaele e insieme al suo staff, pochi mesi fa, si è aggiudicata un premio di 100 mila dollari assegnato dalla fondazione statunitense Bill and Melinda Gates Foundation.

Una bufala che riempie tutte le prime pagine di oggi, però…
Infatti, se non fossi tanto disgustata dall’assenza di professionalità che viene fuori da questa vicenda (identica all’altra di qualche anno fa, nota come influenza aviaria), ci sarebbe solo da ridere. L’unica cosa vera è che il virus H1N1 è particolarmente virulento per tutte le persone gravemente immunocompromesse. Ma si tratta di una normale influenza che una persona in salute (cioè non affetta da gravi patologie) cura con una settimana di riposo nel letto di casa propria: lo scorso anno sono morte 30 mila persone a causa dell’influenza stagionale.

Il vaccino, dunque, che senso avrebbe?
Il vaccino deve essere assunto solo da chi è affetto già da gravi patologie: un paziente sieropositivo, dunque immunodepresso, piuttosto che rischiare la vita e contrarre il virus, ha senso che faccia fronte a possibili effetti collaterali del vaccino stesso. Per le persone sane, invece, è dannoso: non ci sono controlli, in compenso, è in corso un rumorosissimo battage pubblicitario.

Pandemia sì, ma di guadagni per le case farmaceutiche?
Il farmaco è stato sviluppato da Novartis (multinazionale farmaceutica svizzera, ndr) che ha concluso con il governo un contratto capestro che la Corte dei Conti ha giudicato non valido. Il punto è che sulla base di questo contratto, se intervengono effetti collaterali dopo l’inoculazione del siero, non ne risponde la casa farmaceutica (come dovrebbe) ma lo Stato. Cosa vuol dire?

Ce lo dica lei.
Che ha pochissime sperimentazioni e, infatti, moltissimi medici (che sono i principali untori) si rifiutano di farlo.

Si può parlare di una concentrazione di casi a Napoli, come già si sta facendo (più della metà delle 17 vittime è campana ndr)?
Solo se le vittime fossero 100 e i casi riscontrati in Campania fossero 80, potremmo fare una valutazione e spingerci in un’analisi che avrebbe un senso. La domanda è: a Napoli, quanti casi di morte per l’influenza stagionale abbiamo avuto negli ultimi 10 anni? Se fossero superiori alla media nazionale, poi, dovremmo ragionare di malasanità. Ma quella è un’altra storia.

Cosa deve fare una persona sana che contrae il virus A?
Niente allarmismi: basterà una dose doppia di tachipirina. E l’assunzione di antibiotici, per evitare infezioni batteriche in chi abbia le difese immunitarie già compromesse.


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The music is not over

Pubblicato da associazioneomilos su Martedì 3 Novembre 2009

Omilos Associazione Culturale e Accastorta Folk’en Roll Bend hanno deciso dopo un periodo di convivenza, di sposare un unico progetto. Sarebbe stato stupido continuare a viaggiare su strade parallele condividendo la stessa meta. Omilos ormai la conoscete, grazie alle nostre iniziative, grazie a questo blog, grazie al lavoro quotidiano di un manipolo di persone, per cui fidatevi. Crediamo molto in questo trio di recente formazione, in grado di accontentare un vasto pubblico, dai grandi ai piccini. La loro musica apparentemente semplice, incalzante, senza grosse pretese, è arricchita da testi del tutto originali, testi che raccontano di noi, delle nostre esperienze comuni, della nostra terra, azzerando tutto, cercando di rimodellare quell’appiattimento culturale che ha “piallato” anche il mondo della musica.  La fusione di generi come il folk, il blues, il rock, lo ska, il reggae, creano un sound innovativo tutto da ballare. Rieduchiamo le nostre orecchie al piacere della musica con la M maiuscola. Artefici del progetto: alla chitarra e voce degli Accastorta Emanuele Dall’Acqua, al basso, l’anima blues Alessandro Caicco, al cajon e alle percussioni Francesco Serafin.

Vi invito ovviamente alla visita del loro sito attualmente in fase di completamento a questo link

www.accastorta.wordpress.com

oppure alla pagina myspace:

www.myspace.com/accastorta

Stay with us…

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Non ci resta che…ridere

Pubblicato da associazioneomilos su Lunedì 2 Novembre 2009

Iniziamo questo lunedì piovoso con un articolo di Andrea Scanzi, che commenta con la sua solita ironia l’episodio del servizio andato in onda su canale 5 sul pedinamento nei confronti del giudice Mesiano (comunista). Continua inoltre con due interventi di La Russa e Lupi. Buona lettura.

I tre dell’Ave Berlusca: Spinoso, Lupi, La Russa

di Andrea Scanzi

Buongiorno. Vi scrivo dal confino malesiano. Sono stato spedito a Kuala Lumpur dal governo. Adesso vivo al trentasettesimo piano di un grattacielo abitato da terroristi del Borneo che si cibano di bacche mefitiche. L’Esecutivo mi ha – giustamente – punito dopo che è spuntato un video, girato da quattro carabinieri albini, in cui mi si vedeva vagamente preso durante una seduta di trampling estremo con Mara Carfagna. La Carfagna, per l’occasione, indossava delle babbucce con tacco 12. Era una cosa molto cool, ma Berlusconi non ha apprezzato l’esibizione.

Uffa.

Ho così ricevuto una telefonata da Giulio Tremonti. Aveva la erre così moscia che mi sono addormentato come un bambino toccato dal palmo della mano di Jean-Baptiste Adamsberg (questa è carina: lo so, io leggo Fred Vargas e voi no. Voi leggete solo Scalfari. E si vede: siete tristi). Giulio mi ha accusato di mille nefandezze. Avevano fatto ricerche su di me, frugando negli archivi di MicroMega. Si è così scoperto che a 12 anni ho rubato un’Uni Posca e che a 20 mi ero iscritto al Fan Club dei Negrita: inaccettabile. Credevo di avere già scontato questi errori, frequentando nelle sale stampa Pierino Vanesio, ma Tremonti non ha potuto esimersi dal comminare la condanna. Cioè il confino (cioè la villeggiatura, cit).

Ed eccomi qua. In Malesia. A mangiare ‘sto cavolo di Nasi Lemak, che nella forma ricorda vagamente il profilo di Daniele Capezzone.
Va be’, nessun dramma. La vita va avanti, fortunatamente senza di voi.

In queste settimane non è successo molto. Luigi Amicone ospite a Porta a Porta, Cicoria Rutelli via dal Pd (VAMOS), Andreas Seppi che perde (perfino) con Jan Hajek. Cose che fanno bene alla vita (soprattutto la prima).

Ho poi scorto tre Moloch all’orizzonte. Tre fari nella notte, ancore a cui aggrapparsi quando c’è bonaccia. A essi, adesso, guardo. E naufragar mi è dolce in questo mar (cit).


Anna Spinoso va alla guerra

Ieri avevano Spinoza, oggi abbiamo Spinoso: Annalisa Spinoso. La giornalista che ha vergato i testi sontuosi per accompagnare l’epico pedinamento del giudice Raimondo Mesiano.

Se n’è parlato poco, perfino dalle vostre parti (quelle dell’opposizione eversiva), asserendo che “in fondo è solo una precaria” e “ha solo eseguito gli ordini”. Che siete esecrabili, lo si capisce anche da questo: tutti gli under 45 sono precari nel giornalismo italiano e la scusa dell’ “ha eseguito gli ordini” era la stessa usata dai nazisti. Se vuoi fare il giornalista, o hai un minimo di nerbo o tanto vale abbonarsi subito a Super Tennis.

annalisa_spinoso_mesianoLady Spinoso, va da sé, è una che ha coraggio e nulla teme. E’ lei la nuova Fallaci. Non fa sconti, non accetta pressioni. Libera, pasionaria, incalzante. Ce lo spiega in questa pagina. Nella foto sorride, affabile. Il caschetto biondo, l’espressione di chi a scuola non ti passava il compito neanche se morivi e quando facevi sciopero era la prima a entrare in classe (“Io mica son come loro, professoressa. Anzi verrei volontaria all’interrogazione, umilmente s’intende”).

Nella pagina, Lady Spinoso si racconta. La sua è una biografia impegnativa, ponderosa. Roba forte. Già l’esordio è di quelli impegnativi: “Finalmente sono qua!” (già, finalmente). Poi un’ammissione: “Dopo qualche difficoltà con l’esame di inglese” (figurarsi per quello di italiano), “sono riuscita a passare la selezione per il praticantato” (menomale: se poi la bocciavano, era un casino per tutti).

Proseguiamo. “Tra qualche mese potrò definirmi giornalista…che MERAVIGLIA!” (Wow, che MERAVIGLIA!: a proposito, diffidate da quelli che usano i puntini di sospensione e i punti esclamativi come se piovesse. E’ quasi sempre gente che non conosce la distinzione tra scrivere e comporre un sms).

Ancora: “Mi dicono (chi? Brachino? La D’Urso? Pio Pompa?) che è buona cosa scrivere nel curriculum vitae (scritto in corsivo: certa gente è attentissima alla formattazione, forse per celare le lacune su forma e contenuto) qualche informazione sulla mia… vita” (ahahhahahahah, ha fatto la battuta. E ha ancora usato i punti di sospensione. Perché uno deve scrivere come se vivesse sempre dentro un orgasmo? Mah).

Ancora: “Mi stupisco anche io quando penso che da sei anni ho sempre la stessa idea: fare la giornalista” (mi stupisco anch’io).

Ancora: “Amo la satira, in tv poi è il massimo” (certo, infatti in tivù la satira neanche c’è. Cosa guarda ogni giorno la Spinoso, Nuvolari Channel?).

Ancora: “Ma ho sempre lavorato (come tutti, a parte Sgarbi)… (puntini di sospensione, guai se mancano) mi piace essere un tipo indipendente! (e si vede (!!!!!) ).

Infine: “Oggi sono una giornalista praticante e mi piacerebbe tanto realizzare i miei sogni”.
Ce l’hai fatta, Annalisa. Sei la dimostrazione che l’american dream, nei secoli, ha cambiato paese e fattezze. E’ emigrato in Italia, dove vive – pure lui – di fame e stenti.

Brachino ciucciagli il calzino

Tanti hanno parlato del pedinamento del giudice Mesiano, con la solita sterile propensione all’esagerazione bolscevica: rischio democratico, abuso di potere, intimidazioni mafiose. Bla bla bla, che palle che siete.

Il servizio mandato in onda da Mattino5 è in realtà un saggio letterario. Un capolavoro di prosa. Un punto di non ritorno della lingua italiana.

Cosa mostri il video lo sappiamo. Ma nessuno ha dedicato analoga attenzione al testo. Alla parola che, magicamente, da scritta si fa suono. Mantra. Verbo orale. In una parola (anzi due): Spinoso RuleZ.

Ne sia fatta una seria esegesi.

1) Spinoso RuleZ

(parte una musica dei Red Hot Chili Peppers che era già vecchia quando l’hanno incisa. A proposito, diffidate anche da chi ascolta i Red Hot. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari.
Va be’, sticazzi con i Red Hot. Chi se ne frega. Torniamo a Lei, ad Annalisa. Pochi attimi e la Spinoso ci elettrizza con un cipiglio verbale che non fa sconti a nessuno. Daje Anna, facce’ mori’).
“Sono passate poco più di 24 ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest (cioè loro) a pagare uno dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d’Italia. 750 milioni di euro in favore della Cir di Carlo De Benedetti (questa è la premessa di default, che Brachino gli ha detto di inserire all’inizio, altrimenti la casalinga di Voghera non avrebbe capito una mazza di quel servizio – neanche dopo averlo visto, lo so, ma non state lì a grattugiare ogni volta gli zebedei).

2) La passeggiata eversiva del Giudice

“Ed ECCOLO in giro per Milano, il giudice Raimondo Mesiano (e già qui uno capisce che i giudici sono eversivi: addirittura vanno in giro. Che insolenza, di questi tempi, andare in giro. Che maleducazione. Che oscenità. Vergognosi che non sono altro). Nel suo weekend lontano dalle scartoffie (“o” chiusa, che tradisce le origini della Poetessa) dei tribunali e dagli impegni istituzionali, sveste la toga (e certo: andare in giro con la toga sarebbe sì stato stravagante) e si cala nei panni di comune cittadino (anche questa sarebbe cosa normale, ma il tono di Lady Spinoso è perennemente tendenzioso. Uno la ascolta e pensa: cazzo, ma questo Mesiano ADDIRITTURA si cala nei panni di comune cittadino? Ma allora è proprio un farabutto. L’intento – il sottotesto – è quello). Certo, non di cittadino qualunque (ah ecco, lo dicevo io che questo qua nascondeva qualcosa). Alle sue stravaganze (quali?), in realtà, siamo ormai abituati (ma anche no). Passeggia l’uomo Raimondo Mesiano (passeggia? PASSEGGIA? Ma come osa, questo sociopatico? PASSEGGIA? Questa toga rossa PASSEGGIA? Questo disonesto schifoso??? Vergogna) per le strade milanesi.

3) Avanti e indietro, avanti e indietro (addirittura)

“Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia, attende il turno (e rispetta la fila: pure un po’ tonto, il Mesiano). E’ impaziente, non riesce a stare fermo (davvero un criminale: non riesce a stare fermo. Com’è che ancora è a piede libero?). Avanti e indietro (oddio, Annalisa, camminare in alto e in basso sarebbe più difficile, dovresti essere un canguro o un venusiano con la labirintite. E’ dura. Ma se lo dici tu, io mi fido). Si ferma, aspira la sua sigaretta (che magari è pure uno spinello, eh Antonella? Dai che lo hai pensato, su. A noi puoi dircelo). E poi ancora: avanti e indietro (recidivo, il Mesiano. Ci vorrebbe l’ispettore Callaghan, per quelli come te. Poi così la smetti di andare avanti e indietro). Forse non sa ancora che il CSM lo sta promuovendo con un bel 7, che per un magistrato equivale a un 30 e lode universitario (tendenzioso mode on: “Mesiano è stato promosso perché ha bastonato Berlusconi”. Ma Lady Spinoso è INDIPENDENTE, ce lo ha già detto). Insomma, il massimo dei voti (a cui Lady Spinoso è abituata, inglese a parte). E un bell’aumento di stipendio. Lui va avanti e indietro (pronunciato con fare teatrale, recitato, enfatico: “avaaaanti e indieeeetro”. Scandito. Brava, questa Annalisa. Mi ricorda Mariangela Melato quella volta che era malata e non si presentò a teatro). Aaavaaanti e indieeeetro (proprio gli piace, questa cosa dell’avanti e indietro: ma se Mesiano disgraziatamente starnutiva, la Spinoso che faceva? Lo accusava di diffondere l’influenza A per infettare gli elettori del centrodestra?). Si rilassa solo al momento di barba e capelli (comprensibile: se avesse camminato avanti e indietro anche durante il taglio, il barbiere lo avrebbe conciato peggio di Edward Mani di Forbice).

4) La tolettatura del Calzino Turchese

“Finita la toilette (termine che si suole usare coi cani), continua la sua passeggiata. Due sole volte si sofferma: una al semaforo (ed è un peccato. Non si fosse fermato a) un tram lo avrebbe messo sotto, b) la Spinoso avrebbe avuto lo scoop 3) ci sarebbe un magistrato “mentalmente disturbato e antropologicamente diverso” in meno) e l’altra a pochi metri dal passaggio pedonale, per accendere l’ennesima sigaretta della mattina (anche tabagista, il Mesiano. Davvero un ergastolano. Che per caso fosse anche uno dei membri della Banda della Magliana, con Crispino e Renatino?). Come se fosse uno spot all’incontrario (???? Ma che dici, Lady Spinoso???).

Prima di uscire dal nostro campo visivo, ci regala un’altra stranezza (un’altra? Addirittura? Non bastavano camminare, fumare, rispettare i semafori e sedersi dal barbiere? Sei irrecuperabile, Mesiano. Dipendesse da me, non scapperesti alla garrota). Guardatelo (guardiamolo) seduto su una panchina (atto di per sé eversivo: di solito una panchina la si brucia, magari con sopra un barbone o un omosessuale). Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese (di cui si è ampiamente parlato. Io lo ricorderò volentieri, se non altro è stata l’ultima non-mossa di Franceschini), di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare (ahahahah, ha rifatto la battuta, quella mattacchiona della Spinoso. Che sagoma).

5) Conclusione:

“Quelle mandate in onda su Canale 5 sono riprese parziali. Io non sono come mi hanno descritto. Ho anche io una vita normale come tutti: faccio festini nelle mie ville, vado a puttane e organizzo orge con minorenni” (Carina, vero? Sì, ma sfortunatamente non è di Lady Spinoso. E’ di quel deviato di Daniele Luttazzi).


Guarda arrivano i Lupi (sulla democrazia addormentata)

on-maurizio-lupi-pdl-300x225E’ cosa nota come io ami, quasi fisicamente, Maurizio Lupi. Non lo nascondo, né voglio farlo: mi piace. Non quanto Laura Ravetto, ma mi piace. Mi piace quella sua espressione increspata, di chi ha annusato i propri calzini rimanendone un po’ deluso. Adoro quella pettinatura passata sopra una pressa di bitume, ammiro quella fisionomia quadrata unicamente interrotta – nella sua perfezione geometrica – da orecchie fieramente a punta. Protese verso il cielo come dardi nello spazio celeste (o turchese).
Ecco: le orecchie di Maurizio Lupi sono dardi. Dardi verso il cielo. Arcobaleni d’amore. Io li vedo. E ne godo.

Lupi è un grande. Un grande vero. Dei droidi berlusconiani, è forse il più curioso. Gli altri interrompono, parlano sopra. Puah, che banalità plebea. L’Homo Lupi no: lui alza il braccio (destro), dice “Sì lo so, hai ragione” (quindi ti dimostra che è democratico), poi però aggiunge “Però lasciami finire”.
E parla mezzora.
Fenomeno.

Lupi è un interruttore altrui, ma dai modi garbati. Più che uno squadrista, è una timorata staffetta che si fa saltare in aria sul fronte nemico.

Uomo aduso (?) a frequentare la milizia nemica, è spesso ad Annozero, contenitore di persone (?) con cui non berrei neanche un bicchiere di Cedrata guatemalteca (ah già, dimenticavo: qui in Malesia non c’è; me la mandi quella cassa sotto il lavabo, Amicone?).

Giovedì scorso, Lupi è riuscito a innervosire Marco Travaglio, risultato che nel centrodestra vale più del Parco della Vittoria a Monopoli.
Si effettui, ora, la solita (seria) esegesi. Abbacinandoci innanzi al fiero cipiglio dell’Homo Lupi.

1. Travaglio come Mengele

“Visto ovviamente che… dopo l’intervento del…. Ehhhh (ehhhh)…. L’intervento del Dottor Travaglio (quando stanno per bastonarti, di solito ti chiamano “Dottore”: in questo modo la supposta fa male lo stesso, però è foderata d’oro e non crea allergie) qualcosa sarebbe accaduto perchéééé…..Io…. guardi (scrolla la testa, sconvolto dalla bruttezza del conclave a cui è costretto a partecipare) penso ovviamente (ovviamente, eh) il male possibile (si dice “tutto il male possibile”, Maurizio, ma te la perdono) del Dottor Travaglio (un’introduzione moderata, dai) ma non pensavo fosse anche irresponsabile. (Pausa satura di gravosità: c’è tensione nell’aria). Perché dire le cose che ha detto il Dottor Travaglio (lo sta insultando manco fosse Mengele, però lo chiama sempre Dottore) qui oggi stasera (domani dopodomani e nell’immensità eterna) che non sono vere del riciclaggio del reato di mafia è da ir-re-spon-sa-bi-li (Travaglio interviene: che palle che sei, Travaglio. Ma stai zitto, una buona volta. Sempre con quella faccina garbata che nasconde una vita di peccati e reati. E poi sei pure astemio. Meriteresti il confino anche tu). Lei guardi, lei guardi (sì, lui guarda: ora però vai avanti), non solo è irresponsabile, ma dice sempre bugie (dote notissima di Travaglio: dire bugie. Lo sanno tutti) e ha fatto la sua fama sulle menzogne che dice (come no. Sulle menzogne che dice e sui giri di gin tonic al bar con Peter Gomez). Però, siccome io non ho avuto la possibilità di interromperla perché lei fa la sua solita predica che nessuno può interromperla, almeno ascolti… NO! (vai Lupi, vai: incazzati e sfascia tutto)… Io sono disponibile sempre (come no), mi metto a un confronto, a un dibattito anche se siamo in cinque contro uno quattro contro uno (cioè ad Annozero: malizioso, il Lupi. Così ti voglio. Stendili tutti, man. Spettinalo, quel borioso di Santoro). Non mi interessa, perché credo nemenemenelle (nelle) miei idee. Lei invece ha sempre la sua solita fortuna, cioè per cui (???) lei è sempre protetto (sì, soprattutto dalla Rai) chissà perché è il Santo Inquisitore. Comunque….a proposito di posto fisso, forse lei ha lottato per avere il posto fisso in questa trasmissione (certo: un posto fisso blindatissimo e mai oggetto di polemiche)”.

2) Homo Homini Lupi

Qui Lupi legge cose a caso, di cui peraltro ignora il significato. E’ l’oblio, il sonno, la catarsi.
Al minuto tre, Travaglio prova a intervenire. L’Homo Lupi rincara la dose e dà il meglio di sé.

“A lei (Travaglio) non gliene frega niente, a me interessa! Perché avendo scritto – grazie, lei è molto gentile (non si sa con chi stesse parlando, forse parlava da solo e ringraziava se stesso) – avendo scritto avendo approvato quella legge (lo scudo fiscale), io le garantisco che non avrei mai approvato – a lei può fregargliene o meno (Lupi ama gli incisi, è il suo amabile vezzo. C’è chi fuma e chi parla per incisi, chi siete voi per irriderlo? State zitti) – una legge che permetteva ai mafiosi ai riciclaggi (gesticola) a quelli a tutti quelli (ahi, si sta inceppando il droide) che lei ha citato di poter utilizzare questo strumento. Anzi, l’orgoglio con cui ho approvato questa legge è che finalmente – non so perché non l’han fatto gli altri (eh, chissà perché) – finalmente eeeeinizia (?) ad esserci una lotta all’evasione fiscale DURA (ahahahahahhahaha) secisicisise (si: è facile, Maurizio. “Si”, senza accento) insedia una task-force contro l’evasione fiscale, è lo strumento è lo strumento (effetto eco) in accordo con gli altri paesi per poter fare questo. E un’ultima cosa, mi permetta (certo che ti permetto, diamine. Che fai, scherzi? Mica sono Santoro). Lei (Travaglio) è talmente cinico che tutto quello che noi abbiam visto all’inizio della trasmissione non gliene interessa assolutamente nulla” (amen).

3) Lupi è un uomo libero (né destra né sinistra)

Al minuto nove c’è l’acme della polemica. Qui Lupi sembra accusare una sincope, svolge lo sguardo al cielo. Panico tra i presenti: no, niente, era solo un’interpretazione di Vercingetorige, re degli Alterni, prima del patibolo, al cospetto di Giulio Cesare (che ora sarebbe Travaglio).

Quindi l’epilogo, giacché tutto finisce (tranne Berlusconi).

“Ovviamente lei, che si ritiene il più laico dei laici (Travaglio è cattolico), è peggio dei più grandi clericali che esistano a questo mondo. E’ veramente il peggio che abbia mai visto (e alè, in punta di fioretto). Ma detto questo (cioè trattare una persona alla stregua di Pol Pot, roba da nulla), no no detto questo (sì ma mica ti ho interrotto: con chi ce l’hai? Stai calmo, Maurizio. Io ti voglio bene) vorrei che vorrei (vorrei che fosse lei, cit) che lei evitasse come ha fatto all’inizio di di poi (addio, è andato anche lui: ce ne fosse UNO che regge sino alla fine. E sì che con Lupi ci avevo sperato) di iniziare la trasmissione parlando di De Benedetti di Omnitel eccetera (eccetera)”.

Qui Lupi si inabissa in un insondabile elogio di Mediolanum, ovviamente non per interesse personale. Infatti, incalzato dall’inaccettabile (Dottor) Travaglio, l’Homo Lupi esala la battuta del secolo: “La differenza tra me e lei è che io non devo difendere nessuno (ahahahahahahahhahaha: IDOLO), lei deve difendere se stesso attraverso questa caricatura che si è fatto. Ma ogni tanto può anche essere diverso? Può pensare che davanti a lei ha persone che credono in ideali (ahahahah), in valori (ahahahahahah), che pensano che la politica sia mettersi al servizio (ahahahahahahahah) della gente comune? Mi dispiace. Io vivo la vita in questo modo (ognuno ha i suoi problemi, ti fa onore parlarne in pubblico Maurizio) e la responsabilità che ho la esercito in questo modo. Ed è per questo che lei (il Dottor Travaglio) quando mi trova ha la coda di paglia. E si spaventa (ahahahahahahhahahaha). Ehhhhhhhhhhhhhhh”.
Glossa finale: Ehhhhhhhhhhhhhhhhhh.

P.S. Il titolo del paragrafo è una (semi) citazione da Ivan Graziani. Mi tocca dirvelo, perché oltre a Roberto Vecchioni non siete mai andati (e si vede: siete tristi).


Insalata La Russa

3745934975_249dc20e88_mIgnazio La Russa non è semplicemente un uomo. E’ l’ologramma di Dick Cheney, un Donald Rumsfeld all’amatriciana. Un generale senza guerra. In questa dolorosa condizione, senz’altro straniante, che ne ha fatalmente eroso le corde vocali, Egli vive e lotta insieme a noi.

L’ho avvistato ieri a Ballarò, con la mia Parabola montata su un koala scampato alla pena capitale di Sumatra. E’ stato uno spettacolo straordinario (La Russa, non il koala). Ignazio ha fieramente guerreggiato, trovando negli studi di Floris la sua trincea. Ed è stata mitraglia (nulla a che vedere con la telefonata di Berlusconi, ma io sono uno che sa accontentarsi delle piccole cose).

Se ne analizzi la virulenza.

1) Sognando Fazio

(minuto 3.05 del reperto. La Russa è paonazzo, devastato da uno sdegno incurabile. Il pizzetto, di per sé diabolico, si è trasfigurato. La laringe, di per sé diabolica, si è trasfigurata pure lei. Lo si dica: è l’Armageddon. La porta di Satanasso si è aperta. E noi, tremebondi, la stiamo osservando). “Ma lei (Floris) ha il dovere di intervenire quando qualcuno (Concita De Gregorio) dice una cosa palesemente falsa! No no no Fazio non si permetta! (veramente sarebbe Floris). Fazio… come cazzo si chiama? (vai tranquillo, Ignazio, parla come se fossi nella bettola sotto casa. Se ti scappa anche un rutto, noi siam qua. Si sa, il rutto è virile. E magari pure una bella scozzatina di testicoli). Floris, non Fazio (ah ecco). Fazio è molto meglio (su questo non avevo dubbi: Fazio è adorato dal centro-destra, lo sanno tutti tranne Michele Serra – qualcuno glielo dica). Floris, lei ha il dovere di intervenire quando qualcuno… ehhh (eh cosa? Perché ti sei fermato sul più bello, Ignazio?) Eh no, Floris. FLORIS. Floris eheh (eheh), non Fazio. Ha ragione, è un’altra trasmissione, molto migliore (eddai: ma tu guarda come Fazio Fazio tiri nel centrodestra. Strano, eh?)”.

La De Gregorio finisce il ragionamento. Poi riprende Ignazio: vai Dick Russa. “Ma nooooo lei pensa che ci sia il bisogno che io intervenga? (oooh, finalmente una domanda retorica intelligente. Rispondo io: no, La Russa, non credo ce ne sia bisogno. Ma tanto so che non mi ascolterai). Ci hanno raccontato (appunto) che la colpa di tutto quello che è successo a Marrazzo, sapete di chi è? E’ colpa di Berlusconi! (applauso, ma un po’ timido: la claque si aspettava di meglio). Ce l’ha spiegato il direttore de L’Unità. Ma come, Berlusconi? Ha preso la notizia (di Marrazzo), non gliela doveva dare (a chi?), gli doveva lui (ehhh?) doveva costringere Berlusconi a denunziare (denunZiare, con la “z”. Chissà perché, quelli di An dicono “vi” e “denunziare”. Arcaismi del Ventennio, forse) lo poteva fare da solo (non ho capito NIENTE). Allora anziché (qui la De Gregorio, comunista e donna, interviene: gli effetti saranno devastanti), scusa direttore, non ho nessuna stima delle cose che hai detto (e torna a fare la calza, femmina)”.

Glossa finale: è un mondo bellissimo. Quasi quasi resto in Malesia.

E ora scusate, ma prima di chiedere l’amicizia ad Annalisa Spinoso su Facebook, salgo a cavalcioni su un’upupa viaggiatrice; rapisco Ciccio Rutelli e la Palombelli, li lego e li iscrivo alle liste di collocamento del Popolo della Libertà. Sia mai che il virus si insinui anche lì. Come una svista. Come una distrazione. Come un dovere

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Camicie verdi 3/5

Pubblicato da associazioneomilos su Venerdì 30 Ottobre 2009

Ci scusiamo per il mancato aggiornamento di questi giorni del nostro blog. L’impegno di tutta la redazione è costante, spostato ora su due fronti, a breve i dettagli. Siamo al 3° episodio del documentario sulla Lega Nord. Come al solito auguro una buona visione a tutti.

Omilos FS

P.S.: consultate la pagina events

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Vivisezionamo! le nostre coscenze

Pubblicato da associazioneomilos su Venerdì 23 Ottobre 2009

Pubblico un appello giunto alla nostra redazione. Leggete con attenzione. Il video correlato, per il suo contenuto è consigliabile ad un pubblico adulto. Abbiamo preferito pubblicarlo comunque per sensibilizzare anche i più scettici.

Boicottiamo i marchi che……

testano i loro podotti usando la vivisezione (dal libro “Guida ai prodotti non testati su animali” Antonella de Paola ed. Cosmopolis )

Questo è l’elenco delle aziende/holding definite “gravemente negative”. I prodotti Holding, sono da cancellare dalla lista della spesa. Alcuni nomi li conoscerete di certo, altri forse meno.

Stampate e divulgate, perchè le persone hanno il diritto di sapere la verità che si cela dietro un bagnoschiuma o una bibita. Gli animali muoiono a miliardi e moltissime persone non sono al corrente di questa carneficina.

BOICOTTIAMO, BOICOTTIAMO, BOICOTTIAMO: QUI SOTTO I LOGHI

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I PEGGIORI

Procter & Gamble,

multinazionale chimica simbolo dello sfruttamento industriale degli animali nella vivisezione

Ace, Apc, Ariel, Asciugatutto, AZ,

Baleno, Bolt, Boss, Bounty,

Camay, Clearasil,

Dash, Demak’up, Dignity, Dora, Douss Douss Intima,

Eukanuba, Experience,

Febreze,

Gentile,

Head&Shoulders,

Iams, Infasil, Intervallo,

Keramine H, Kukident,

Laura Biagiotti, Lenor, Lines, Linidor,

Mastro Lindo, Max Factor, Medinait, Milton, Mister Verde,

Napisan, Nelsen, Noxzema,

Oil of Olaz,

Pampers, Pantene, Poffy, Polin, Pringles, Può,

Senz’acqua, Spic&Span, Swiffer,

Tampax, Tempo, Tide, Topexan, Tuono,

Viakal, Vicks, Victors,

Zest

IGIENE e CURA DELLA PERSONA

Acquafresh, Adidas, Alviero Martini (profumi), Atkinsons, Axe/Apollo/Africa, Antica Erboristieria, AZ,

Belle Color, Benefit, Binaca, Biotherm,

Cacharel (profumi), Cadonett, Calvin Klein, Camay, Casting, Cerruti (profumi), Chloè (profumi), Chopard (profumi), Clear, Clearasil, Colgate, Cover Girl, Cutex, Country Colors, Coppertone,

Davidoff, Defend, Denim, Dignità, Dimension, Donge, Douss-Douss, Dove, Drakkar Noir, Durban’s, Dr. Scholl’s,

Elisabeth Arden, Elisabeth Taylor (profumi), Elnett, Elseve, Elvive, Excellence,

Fabergè, Feria, Free Style, Fructis Garnier, Fx Studio,

Gattinoni (profumi), Gemey, Gillette, Giorgio Armani (profumi), Giorgio Beverly Hills (profumi), Glicemille, Gloria Vanderbilt, Grafic, Guy,

Head&Schoulders,

I Coloniali Atkinsons, Infasil, Intervallo, Intima di Karinzia, Iodosan, Isabella Rossellini’s Manifesto

Jean Louis David, Joop! (profumi), Jovan (profumi), Johnson&Johnson,

Lactacyd, Lancaster, Lancome, Lanvin (profumi), La Roche Posay, Laura Biagiotti (profumi), Leocrema, Lines (assorbenti adulti), Lines Lei, Linidor, L’Oréal, Lux, Leocrema,

Melena Rubinstain, Hugo Bos (profumi), Macleens, Matrix, Max Factor, Maybelline, Mennen, Mentadent, Milton, Movida,

Karl Lagerfeld (profumi), Keramine H, Kerastase, Kukident,

Napisan, Natea, Neutralia, Nidra, Noxzema, Natura, Neutromed, Neutromed Deo, Neutromed ph 3,5, Nordic Colors

Oil of Olaz, Old Spice, Oral-B,

Palmolive, Palma Ricasso (profumi), Pampers, Pantene, Paperino’s, Pepsodent, Perm&Color, Phas LarochePosay, Plax, Plenitude, Pond’s, Pure & Vegetal,

Ralph Lauren (profumi), Recital, Redken, Rexona, Rimmel,

Senz’acqua Lines, Squibb (dentifricio), Studio Line, Saugella, Sinergie, Sergio tacchini (profumi),

Tampax, Timotei, Topexan, Tretan, Taft,

Ultra Dolce Garnier,

Valentino (profumi), Veet, Vichy, Vidal, Vital Colors, Vividop – Balsam.

Per i test  cosmetici, l’animale più utilizzato è il coniglio. Di seguito sono indicati alcuni dei test utilizzati.

DL50

Tutto cio’ che viene a contatto con noi.

Per verificare la tossicita’ di sostanze chimiche, shampoo, schiume da barba, lacche, dentifrici, rossetti ecc., dosi massicce dei componenti o dei prodotti finiti, vengono forzatamente introdotte nello stomaco degli animali fino a stabilire la quantita’ sufficiente ad uccidere.

Il test (dose letale 50) termina quando il 50% degli animali muore.

Draize Test oculare

Tutto cio’ che viene a contatto con i nostri occhi.

Shampoo, creme, mascara, ombretti, liquidi per lenti corneali ecc. vengono testati mettendo negli occhi dei conigli albini la sostanza per controllarne poi la capacita’ di irritazione.  Vengono usati i conigli albini perchè  i loro occhi sono particolarmente sensibili.

Il coniglio durante questo esperimento viene bloccato in apposite gabbie di “contenizione” in modo che abbia la testa bloccate (vedi immagine piu’ sotto). Infine la tossicita’ del prodotto verra’ valutata dal ricercatore (il parere puo’ cambiare da ricercatore a ricercatore) sulla base dell’infiammazione, dell’ opacita’ o della distruzione della cornea, che puo’ essere piu’ o meno grave. Questo test (test oculare di Draize ) è molto vecchio e poco scientifico ma ancora in uso, ci sono oggi molti metodi sostitutivi e molto piu’ sicuri, ma forse perchè piu’ sicuri bloccherebbero troppi prodotti che con il vecchio test oggi si possono mettere in commercio facilmente.

Draize Test cutaneo

Tutto cio’ che viene a contatto con la nostra pelle.

Fondotinta, creme, detergenti, prodotti solari ecc. vengono spalmati sulla pelle rasata degli animali, di solito cavie, topi e conigli. Successivamente la pelle viene asportata ed esaminata per valutarne il grado di irritazione.

Test di cancerogenicità

Generalmente vengono usati roditori ai quali viene fatta ingerire o inalare la sostanza per un periodo anche di diversi anni. In seguito gli animali vengono uccisi e sottoposti ad autopsia per stabilire la presenza di eventuali tumori nei loro tessuti.

CURA E IGIENE DELLA CASA

Ace-Gentile, Aiax, Air Fresh, Anitra WC, Ariel, Autan, Ava-Perla,

Baleno, Baygon, Baysan, Bio Presto, Bio Shout, Bolt, Bounty, Bravo, Bref, Brilliance, Bucato lavatrice,

Calfort, Calinda, Cif, Coccolino, Cura Morbido,

Dash, Dinamo, Duracell, Duraglit, Dixan,

Fabuloso, Fébrèze, Finish, Fa,

Glade, Glassex,

Harpic,

Idraulico Liquido,

Kop, Lanza,

Lavasbianca, Lenor, Lip, Liù, Lysoform,

Mastro Lindo, Mister Verde, Mr Muscolo,

Napisan, Nelsen, Neocid, Neofos, Nix,

Off!, Olà, Omo,

Poffy, Polimetro, Provado Pin, Può, Perlana,  Sidol, Sil,

Raid,

Soflan, Sole, Sole di Marsiglia, Spic&Span, Splendid, Superfaust, Surf, Svelto, Swiffer,

Tempo, Tide, Tre Corone, Tuono,

Vernel, Viakal, Vim-Clorex,

Woolite.

PRODOTTI ALIMENTARI

Algida, Amora,

Bertolli, Brioschi,

Calvè, Carte d’Or, Céréal, Creme Cuisine,

Dante,

Eldorado, Eukanuba,

Findus, Foglia d’Oro (margarina), Friol,

Genepesca, Gerber, Gradina,

Hill’s,

Knorr,

Iam’s, Igloo, Isostad, Lipton – Ice Tea,

Magnum, Marè, Maya, Mayò, Milkana, Montana,

Novo Sal, Nestlè,

Ovomaltina,

Prescription Diet,

Science Diet,  Science Plan, Pringles,

Rama, Rocca dell’Uliveto,

San Giorgio, Solero, Sorbetterai di Ranieri,

Tè Ati, Top-Down, Toseroni,

Vigoplus, Vive la vie

BIBITE

Acqua brillante recoaro, Beltè, Beverly, Coca-cola, Chino’, Energade, Fanta, Gingerino recoaro, Ice tea lipton, Isostad, Mirage, Nestea, Nestlè, One-o one, San pellegrino, San bitter, Schweppes, Sprite.

COMPAGNIE AEREE

Trasportano scimmie e altri animali destinati ai laboratori

Aeroflot (Russia), Air Canada, American Airlines, China Eastern Airlines, Air France, Air India, El Al (Israele), Guyana Airlines, Liat (Caraibi), US Airways, Aero Peru, Air Tanzania, Amerijet International, Continental, Japan Airlains, lufthansa, Sabena.

MANGIME PER ANIMALI

GRUPPO MARS:
Whaltam
Cani: Chappi, Pedigree, Cesar, Royal Canin (tutta la linea).
Gatti: Frolic, Whiskas, Sheba, Kitekat, Catsan (sabbia), Royal Canin (tutta la linea)

GRUPPO COLGATE PALMOLIVE:
Hill’s (science diet, canine maintenance), Hill’s Prescription Diet

GRUPPO PROCTER & GAMBLE:
Iams, Eukanuba


GRUPPO NESTLE’:
Cani: Alpo, Felix, Friskies, Mighty dog, Pro Plan, Purina ONE, Purina veterinary diets.
Gatti: Alpo, Friskies (Gourmet), Purina ONE, Pro Plan.

BAYER:

Cani: PRO GRES
Gatti: PRO GRES
NUTRO

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Camicie verdi – 2° episodio

Pubblicato da associazioneomilos su Mercoledì 21 Ottobre 2009

Come annunciato ieri, il secondo episodio del documentario del 2006 sulla Lega Nord. Non vogliamo esprimere altri giudizi in merito. Sono le stesse parole dei rappresentanti più popolari del partito ad esprimersi.

Buona visione.

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Lo Stato trattò con la mafia..e fin qui

Pubblicato da associazioneomilos su Martedì 20 Ottobre 2009

Che fossero gravi le parole di Pietro Grasso pronunciate ai microfoni del TG3 l’avevamo intuito, per fortuna la pausa sancita dalla domenica aveva alleviato lo sconcerto, fino a ieri mattina, quando leggendo i giornali mi sono scontrato con la dura realtà. Pubblico la reazione di Salvatore Borsellino ai microfoni di  Radio 24, fratello di Paolo, magistrato ucciso il 19 luglio del 1992 in via D’Amelio a Palermo.

”Mi sconvolgono le parole di Pietro Grasso, da un lato sembra quasi giustificare in alcune sue parole la trattativa con la mafia”. Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso il 19 luglio 1992 in via D’Amelio, a ”24 Mattino” su Radio 24 [ascolta l'intervista] per parlare di trattativa tra Stato e mafia. ”Io – ha aggiunto Borsellino – ritengo che se è vero che la trattativa può aver salvato la vita a qualche politico, allora è vero che la trattativa è stata barattata con la vita di Paolo Borsellino. Mi sconvolge questo tipo di affermazione”.

”E mi sconvolge anche l’idea di una trattativa – ha detto Borsellino – Io da anni ripeto, prima inascoltato mentre ora mi stanno arrivando conferme anche da parti istituzionali, che mio fratello è stato ucciso proprio per la trattativa. Mio fratello costituiva un ostacolo a questa trattativa, ritengo addirittura che la veemenza con la quale si è opposto ad essa ha causato la necessità di eliminarlo, e anche in fretta. Conoscendo bene mio fratello – ha aggiunto – so che avrebbe portato all’attenzione dell’opinione pubblica questa scellerata trattativa”.

”E’ pazzesco – ha aggiunto ancora Borsellino – che se ne parli oggi, 17 anni dopo. Perchè Grasso non ha fatto questa affermazione sulla trattativa nel momento in cui Mancino negava che la trattativa ci fosse stata? Perchè Martelli ha parlato solo ora? Perchè tante persone nelle istituzioni parlano oggi di cose che, se avessero denunciato 15-16 anni fa, avrebbero potuto cambiare le cose?”. Borsellino è tornato anche sul presunto incontro tra suo fratello e l’allora ministro dell’Interno Mancino, il primo luglio 1992 al Viminale, incontro che Mancino ha sempre negato: ”Ma secondo lei – ha detto – devo credere a quello che dice Mancino o a mio fratello che in una sua agenda, quella grigia, in cui appuntava ora per ora i suoi appuntamenti ha scritto proprio Mancino? Io devo credere a mio fratello che non si può essere preconfigurato un falso appuntandosi in un’agenda un incontro che non c’è stato a futura memoria”.

”Oggi – ha sottolineato – grazie alle rivelazioni di Ciancimino, al papello, posso arrivare a pensare che non sia stato Mancino a prospettare a Paolo la trattativa perchè forse Paolo ne era già al corrente. Ma le cose non cambiano perchè il primo luglio, quando Paolo per me ha incontrato certamente Mancino, ne avrà sicuramente parlato di questa trattativa. Mancino ostinatamente nega, io – ha concluso – credo a mio fratello piuttosto che a Mancino”. (Adnkronos)

(19 ottobre 2009)

Non perdete domani la seconda puntata di “Camicie Verdi”.


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Il Barbarossa ce l’ha dur

Pubblicato da associazioneomilos su Venerdì 16 Ottobre 2009

Uscito nelle sale il 09/10/2009, questo film diretto da Renzo Martinelli,di mediocre realizzazione ha suscitato numerose polemiche. [...]La pellicola infatti è stata oggetto di numerose controversie per via dell’origine politica del progetto e dei suoi finanziamenti pubblici. Il film compare anche in una delle intercettazioni telefoniche del 2007 tra il presidente del consiglio Berlusconi e Agostino Saccà, comparse in un’inchiesta per concorso in corruzione legata ad un giro di raccomandazioni e di finanziamenti, inchiesta poi archiviata dal giudice per le indagini preliminari poichè non è stato ravvisato alcun elemento di reato.[...] da Wikipedia

Gli incassi poco generosi alla fine hanno decretato il fallimento di questo progetto. [...] A quanto si dice il film è costato 30 milioni di dollari, il 40 per cento dei quali li ha messi la Rai (cioè noi). Il ministero, invece, ha catalogato il film alla voce “interesse culturale nazionale” (si vede che la voce “puttanata leghista” non è prevista) e gli ha ammollat 1 milione e 600 mila euro (nostri, perlatro), con una delibera del 7 ottobre 2008.
Ora avremmo una domanda. Il ministro Brunetta che ha abbondantemente abbaiato contro i registi assistiti, gli intellettuali parassiti, gente che non ha mai lavorato in vita sua, ha qualcosa da dire? Lo dirà per il film-cagata di Martinelli? O se ne starà zitto e buono perché è un film-propaganda dell’alleato del suo padrone? Dove cazzo sta il famoso merito? Nell’aver fatto un film inguardabile?[...] da Micromega

Pubblico di seguito il giudizio di alcuni giornali:

…Porta i segni della destinazione per il piccolo schermo…
Alberto Castellano, Il Mattino

…Renzo Martinelli ha girato il presunto kolossal in Romania, con comparse rom moltiplicate (male) in digitale tra mura da lunapark col fumo disegnato. Il problema è narrativo. Il problema è Martinelli, regista sprezzante nei modi e con la macchina da presa. In attesa di allungarsi in tv, il film è massacrato dai tagli, superficiale, scritto e musicato senza senso del ridicolo…
Alessio Guzzano, City

…Un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi (…) Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili.
Luciana Vecchioli – L’altro

…Al costoso film, che ha facilonerie, tempi, salti logici e narrativi, insomma ha l’ impaginazione classica da tv, manca ciò che interessava forse di più a Bossi, unica comparsa italiana fra migliaia di rom (che scherzo!): sono assenti ingiustificati epopea, tensione e pathos, oltre a disamina politica (…) Il racconto non dà emozioni anche per la scarsissima presenza degli attori. Se Rutger Hauer vaga con l’ occhio azzurro nel tempo e nello spazio ma, con buona volontà, si può credere che pensi al Barbarossa, Raz Degan è maschera priva di qualunque espressione…
Maurizio Porro, Il Corriere della Sera

…Il Barbarossa di Renzo Martinelli pone ai critici cinematografici un serio problema. Una quesito dirimente. Ovvero: trattasi di un film o di una parodia? (…) La sceneggiatura è scritta da una Ong che combatte l’analfabetismo nelle langhe (“adesso occupo Milano, perché sono cattivo”). Come si fa a fare la recensione di un film così? Noi ci rinunciamo. Sinceramente, non siamo all’altezza.
Roberta Ronconi, Liberazione

…Se proprio non potete aspettare che quest’ultima fiacca fiction passi in televisione, sappiate che solo Federico (Rutger Hauer) e Barozzi (Farid Murray Abrams), milanese fedele suddito dell’Impero, sono interpretati a dovere. Il resto sono effetti speciali e immagini al rallentatore…
Maurizio Cabona, Il Giornale

…Diciamolo subito: il film di Renzo Martinelli che dall’imperatore (Rutger Hauer) prende nome (chissà perché) è un brutto film, che di cinema ha poco, e nemmeno di televisione decente, i minuti che scorrono faticosamente fanno più che rimpiangere l’era degli sceneggiatoni vintage. A dire il vero ci si chiede pure che fine abbiano fatto i 30 milioni di euro del budget, tra quella profusione di ralenti, le battaglie con le stesse inquadrature, una ricostruzione di Milano quasi inesistente…
Cristina Piccino, Il Manifesto

… è veramente un film insulso. Brutto come sono brutte le operazioni ambiziose che nascono su fondamenta malferme (…) Gli effetti speciali sono qua e là di sorprendente modestia: i 30 milioni di euro dichiarati saranno stati spesi altrove. La scena della battaglia, attesa per ore, dura 11 minuti ed è davvero risibile. L’operazione politica è debole e insensata: chissà se Martinelli si è reso conto di aver confezionato una fiaba fangosa e trucida in cui l’eroico Alberto è uno scemotto di paese?
Alberto Crespi, L’Unità

…Raz Degan ha una sola espressione: spiritata. Rutger Hauer, che parla con la voce di George Clooney, è sempre lì lì per perdere la barba posticcia…
Michele Anselmi – Il Riformista

…Sostenuto dal celoduristico endorsement del Senatur, ecco il Barbarossa di Renzo Martinelli, kolossal cine-televisivo dal budget di 30 milioni di dollari e cast multietnico: il tedesco Rutger Hauer è il Barbarossa, l’israeliano Raz Degan Alberto da Giussano, la polacca Kasia Smutniak l’amata Eleonora, la francese Cecile Cassel Beatrice di Borgogna e l’americano F. Murray Abraham Siniscalco Barozzi (un’antifona più che un nome…). Come dire, funzionassero i respingimenti, il film potrebbe contare solo sulla figlia di Renzo, Federica Martinelli, nel ruolo di Tessa, Antonio Cupo e sparuti altri…Vabbè, c’è di peggio: il film, appunto…
Federico Pontiggia – Il Fatto Quotidiano

…Non bastano una colonna sonora martellante, un po’ di immagini enfaticamente rallentate, scontri cruentissimi e una buona dose di effetti mirabolanti per creare pathos e rendere epica una pellicola, per quanto costosa. Martinelli ha insomma sprecato un’occasione…
Gaetano Vallini – L’Osservatore Romano

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Camicie verdi

Pubblicato da associazioneomilos su Giovedì 15 Ottobre 2009

So di scontrarmi con una realtà locale divenuta realtà politica con il trascorrere degli anni, leggittimata dai voti degli elettori. Ma mi limito solo ad esporre i fatti. Purtroppo la coscienza civile, soprattutto nelle nostre terre (nostre di chi), non conosce numerosi rappresentanti. Vuoi le 10 ore di lavoro al giorno, sabato mattina compreso, vuoi la nebbia, vuoi un benessere crescente, ci si è dimenticati a poco a poco di pensare, molto più facile farlo fare agli altri. In un periodo di profondo cambiamento, qualche decennio fa, un omino, tale Umberto Bossi, cavalcando la straordinaria rivoluzione scatenata da tangentopoli, fondava un partito che almeno all’inizio predicava molto bene. Cosa sia successo in seguito rimane per molti un mistero. L’unica cosa certa è che un partito di governo come la Lega, così popolare qui al nord, probabilmente è meno conosciuto di quanto si pensi…ed è diventato boa di salvataggio, per quanti delusi da una parte o dall’altra, stanchi di vagare per questo mare periglioso di partiti e partitini deludenti, hanno trovato un posto sicuro nel quale rifugiare tutte le proprie paure, offuscando però le vane speranze.

Guardatevi questa prima parte di un documentario di Claudio Lazzaro.

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La trattativa/23 maggio 1992-19 luglio 1992

Pubblicato da associazioneomilos su Mercoledì 14 Ottobre 2009

Come avrete sicuramente notato la nostra redazione ha molto a cuore, tra tanti temi che quotidianamente affronta, una pagina della storia del nostro Paese tragica e assolutamente fondamentale per capire il perchè siamo arrivati a questo punto. Ovviamente sto parlando del biennio stragista, della drammatica morte di due eroi fra tanti uccisi dalla mafia, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. I retroscena di questi due delitti sono addirittura più sconvolgenti delle stesse deflagrazioni che sconvolsero l’autostrada di Capaci e via D’Amelio e coinvolgono poteri così forti di questo Stato che dopo vent’anni la verità non è ancora venuta a galla. Leggete con attenzione l’articolo sottostante. Invitiamo inoltre coloro che hanno dei figli a parlare, non appena la loro età lo consenta, di questi pezzi di storia che l’informazione e la politica stentano a ricordare. Nelle scuole si spendono tante parole per i Sumeri e i Babilonesi e quasi nessuna sugli ultimi 50 anni della storia d’Italia. Quali coscenze formerà il sistema scolastico nazionale?

Quel dialogo fra Cosa nostra e lo Stato. Torrealta: le stragi erano state annunciate

di Norma Ferrara

Solo pochi giorni fa ai microfoni di Annozero Claudio Martelli, Ministro della Giustizia negli anni delle stragi, racconta: Borsellino sapeva della trattativa. Dice di essere stato illuminato dalle parole di Massimo Ciancimino sul dialogo fra mafia e Stato e di aver cosi ricordato che l’allora direttore degli affari penali del Ministero, Liliana Ferraro, in occasione del trigesimo della strage di Capaci avrebbe avvertito Borsellino del contenuto di una visita ricevuta dal capitano De Donno. De Donno avrebbe riferito della disponibilità dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino ad aprire un canale di comunicazione con Cosa Nostra se avesse ricevuto una copertura politica. Nel gennaio del 1993 Salvatore Riina viene arrestato e il giornalista Maurizio Torrealta di Rainews 24 descrive attraverso il racconto del capitano Ultimo l’arresto del latitante numero uno di Cosa nostra. In quelle pagine non c’è traccia di questa trattativa fra mafia e Stato che portò anche all’arresto del boss corleonese. Nel 2002 Torrealta pubblica in un altro libro intitolato “La Trattativa” il resto di quel racconto. Lo abbiamo sentito per parlare con lui di questa inchiesta e della riapertura delle indagini sulle stragi di Capaci e via d’Amelio.

Dopo aver scritto dell’arresto di Riina lei pubblica nel 2002 “La Trattativa”. Da quale spunto investigativo riparte la sua analisi di quel tragico biennio di stragi?
Solo alcuni anni dopo l’intervista al capitano che arrestò Riina mi resi conto che le cose che mi aveva raccontato erano solo quelle che lui mi aveva voluto raccontare, quelle che aveva voluto vedere. E soprattutto mi resi conto di quello che mi aveva taciuto: la trattativa. Fu invece intorno alla seconda metà degli anni novanta che iniziai a leggere la sentenza del processo per la strage di via dei Gergofili, nella quale, senza alcuna ambiguità, si parlava di una trattativa portata avanti dal capitano De Donno e dal colonnello Mario Mori. I due violando i compiti cui erano preposti: quelli di contrastare cosa nostra, in quegli anni, incontrarono Ciancimino e provarono a trattare con Provenzano, non si sa per conto di chi. La trattativa avrebbe avuto successo solo se fosse stata tenuta segreta all’opinione pubblica e agli altri organi investigativi. Intorno a questa trattativa di cui noi conosciamo soltanto alcune fasi ci sono anche una serie di episodi molto strani. Non ultimi, ma questa è solo una mia opinione, la morte di Gabriele Chelazzi, Pm che stava seguendo le indagini sulla trattativa e l’apparente suicidio della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere. Il mio lavoro d’inchiesta cominciò quindi dalla lettura degli atti di Firenze ma anche dalla richiesta di archiviazione del magistrato Antonio Ingroia “Sistemi Criminali”. L’inchiesta, nonostante fosse riportata in una richiesta di archiviazione, conteneva al suo interno elementi oggettivi di estremo interesse di cui non potevamo essere a conoscenza mentre accadevano.

Quali elementi?
Primo. Le stragi erano state annunciate, almeno un paio di volte. La prima volta da Elio Ciolini, un neofascista, già condannato per diffamazione che aveva inviato una lettera al giudice Leonardo Grassi, annunciando l’inizio di una stagione di stragi in Italia. Ciolini in questa e in una seconda arrivata dopo l’omicidio di Salvo Lima, precisa che queste decisioni erano state prese in alcune riunione tenutesi in Croazia. La strage di Capaci inoltre venne annunciata 48 ore prima da una piccola agenzia di stampa, Repubblica, vicina ai Servizi segreti. A scriverlo con ogni probabilità fu in un articolo Vittorio Sbardella, secondo uomo di fiducia di Andreotti, per annunciare che ci sarebbe stato un “botto” che avrebbe modificato l’andamento delle elezioni. Sbardella è interessante anche per le cose che scrisse dopo l’omicidio Lima intorno al cosiddetto “pericolo Golpe”. Dopo l’ arresto di Rina all’inizio del 93 seguirono una serie mai vista prima di episodi strani: attentati contro chiese e palazzi fiorentini e romani, fatti in luoghi di potere molto specifici, non quelle dei partiti ma luoghi simbolo del potere, delle istituzioni e della massoneria.

Massoneria, poteri forti e equilibri politici internazionali fanno da sfondo al biennio stragista. Ma non solo. Nella sua inchiesta lei si occupa anche della nascita e del ruolo dei movimenti secessionisti nel Paese. Perché?
Grazie ad un lavoro straordinario della Digos nel nostro Paese sono stati ricostruiti alcuni scenari all’epoca sconosciuti. All’inizio degli anni ‘90 nacquero diverse organizzazioni, una sorta di Leghe del sud. In una di queste comparivano persino Licio Gelli e Stefano Delle Chiaie, neofascista pluriindagato. Viene da pensare che ci fossero nuovi equilibri politici in bilico e ci fosse l’interesse di qualcuno oltre atlantico a creare più un’ Europa delle regioni che delle nazioni. Questo progetto non si è poi sviluppato ma questa ricerca di nuovi equilibri è rimasta e la trattativa è poi avvenuta su un altro versante: quello della ricerca di una situazione politica che garantisse Cosa nostra, messa in difficoltà dal maxi processo. Siamo negli anni novanta infatti, le condizioni internazionali cambiano, è crollata l’Urss e il nemico comunista è stato sconfitto. In quel periodo Cosa nostra percepisce che le forze che avevano utilizzato gli enormi capitali di cui disponeva, per fini politici contro il comunismo, stavano per essere cancellate dal panorama politico, come dire: il loro ruolo terminava li. Così diventò importante attirare l’attenzione con azioni capaci di arrivare anche al di là dell’Atlantico per garantire la sopravvivenza di Cosa nostra.

Quali gli elementi nuovi emersi dopo il 2002 data della pubblicazione de “La Trattativa”, ad oggi?
La strage di via d’Amelio è stata completamente riletta. Si è scoperto che le confessioni di un pentito sono state inquinate, fatte ad arte per sviare tutte le indagini mentre adesso ci sono nuovi collaboratori di giustizia cheraccontano come si è sviluppata questa strage, il coinvolgimento dei servizi segreti. Ma anche la trattativa. Per anni si era concentrata l’attezione sull’uomo di fiducia di Riina, il medico Antonino Cinà. Sembra che abbiano avuto un ruolo altri uomini politici già condannati per associazione mafiosa e senatori della Repubblica. Ci sono nuove indagini anche se devono emergere ancora elementi chiari e precisi tali da poter dire con certezza…

Beh, un nome circola da mesi, da dichiarazioni di pentiti e in ultimo anche dalla voce di Massimo Ciancimino nell’ultima puntata di Annozero. Si tratterebbe di Marcello dell’Utri…
Ciancimino può fare questo nome, noi dobbiamo attendere riscontri precisi.

Prima ricordava della rilettura di Via d’Amelio… qual è stato il ruolo, se c’è stato, dei servizi segreti nelle stragi?
Ci sono prove della loro presenza nella strage di Capaci ma soprattutto in quella di via d’Amelio, ovvero quella che sembra davvero inverosimile possa essere stata organizzata da Cosa Nostra. Per varie ragioni ma soprattutto perché avviene in un momento in cui sono in via d’approvazione pesanti leggi antimafia e non poteva esservi mossa più dannosa per Cosa nostra che alzare il tiro contro lo Stato. Su via d’Amelio ricordo personalmente le parole del pentito Salvatore Cancemi, quando gli chiesi di questa strage mi disse: “non parlo” e disse delle altre mezze frasi che lasciavano intendere era opera di “menti raffinatissime”.

I pentiti, siciliani, calabresi, pugliesi, parlano di quegli anni anche quando decidono di non spingersi oltre alcuni episodi. Quella che sembra rimanere in silenzio è la politica. Perché?
A questo proposito cito un episodio significativo che riguardava l’allora Ministro Scotti, accaduto durante il processo per la strage di via dei Gergofili. Gli inquirenti chiesero al Ministro come mai “si fosse addormentato da Ministro degli interni e risvegliato Ministro degli esteri ” senza episodi specifici che giustificassero questo cambiamento di ruolo. Lui sorrise ma non rispose, tant’è che alla fine gli avvocati chiesero che fosse messo agli atti il sorriso di Scotti, perché quel sorriso significava “non posso parlare”. Quello che sappiamo ad oggi è che al suo posto andò Nicola Mancino e viene da pensare che questo cambiamento avesse a che fare con la trattativa. Mancino ha sempre smentito e non esistono al momento prove che possano dimostrare il contrario. Quello che sembra evidente è che la trattiva trovò un consenso trasversale nella politica.

In questi ultimi anni l’attenzione verso il reperimento di prove che dimostrerebbero la trattativa Mafia – Stato è stata diretta verso il famoso “papello”, elenco scritto di contro richieste della mafia allo Stato. Ma è plausibile che funzionari dello Stato si fossero recati a parlare con un personaggio come Vito Ciancimino più volte, senza alcuna tutela? Penso all’uso di registratori… ad esempio. Potrebbero esserci altre prove di questa trattativa oltre al “papello”?
Se fossi in chi conduce le indagini e fossi venuto a conoscenza di queste prove sarebbe di certo l’ultima cosa di cui parlerei sino a quando non fossero giunte in un’ aula di tribunale. Credo comunque che il filone del “papello” avrà degli sviluppi importanti e non potrà essere licenziato rapidamente…

Dopo 17 anni Sandro Ruotolo prepara una puntata per AnnoZero e riceve delle minacce. Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, partecipa ad una trasmissione di Rainews24 sulle stragi e subisce il furto della sua auto. A chi fa ancora paura questa verità?
Stiamo parlando di forze trasversali ai partiti che hanno governato il Paese prima e continuano ad influenzarne l’andamento anche adesso. Negli anni le condizioni sono cambiate molto, potranno esserci degli sviluppi importanti ma i tempi della giustizia sono lunghi e complessi. Sarà difficile portare avanti questi processi ma oggi sembrano esserci le condizioni e se si riuscirà ad arrivare alla verità sarà il primo caso in Italia in cui saranno identificati i mandanti esterni di una strage.

(13 ottobre 2009)

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