Elena mi segnala un articolo scritto da Antonella Marrone, spero contribuisca ad accendere una discussione…nota dolente di questo blog.
V2-Day per l’informazione? Ma quale informazione?
Torna Beppe Grillo. Oggi, mentre si celebra la Liberazione in tutta Italia, le piazze si riempiranno anche di banchetti grilliani per il V2-Day con la raccolta delle firme per tre referendum: abolizione dell’ordine dei giornalisti; abolizione del finanziamento pubblico all’editoria; abolizione della legge Gasparri. La “politica” di Grillo fino a queste elezioni ha dato – anche se non clamorosi – i suoi frutti. Non ci sono state valanghe di voti, ma Di Pietro ha fatto il suo massimo storico, l’astensionismo (con schede bianche e nulle) ha raggiunto il suo bel 20%, le liste a lui ispirate non sono naufragate del tutto. Non è difficile ipotizzare gran fortuna anche per questi tre nuovi spunti di battaglia politica che si accompagnano a quella più generale in difesa della Costituzione. Saranno tutti d’accordo con Grillo quando parla di “Libera informazione in libero Stato”. Il rischio,però, è quello di fare di tutte le erbe un fascio, di “semplificare” e dunque di erodere democrazia. Per questo ci permettiamo di dissentire sul secondo referendum, quello che vorrebbe abolire il finanziamento pubblico all’editoria. E non perché, come sarebbe banale dire, siamo un giornale di partito e senza finanziamento pubblico non ce la faremmo a sopravvivere. No. Crediamo che lo Stato debba garantire la pluralità dell’informazione in forme e modi che possono essere discussi e condivisi, ma che non devono venire meno, per il semplice fatto che, anche in questo campo, sopravviverebbero solo i più forti. Grillo vuole che sia il mercato a fare piazza pulita in modo tale che piccoli editori e dunque piccole voci non possano neanche affacciarsi a una vita pubblica? Questo lo troviamo molto poco democratico e certamente anticostituizionale. Già oggi nell’editoria “vince” chi ha più soldi, chi trova la pubblicità, chi spaccia per informazione cumuli di carta patinata, chi vende con i giornali tazze e tanga. Non è giusto che – per combattere le sovvenzioni a pioggia – si butti via un principio democratico e pluralista. E non è giusto assimilare questo tema con gli altri due che, invece, hanno altre profondissime ragioni per essere messi in discussione. Sia un ordine (quello dei giornalisti) codino e inutile (visto che non interviene mai quando dovrebbe sulle cose su cui dovrebbe), sia su una legge della televisione che grida vendetta per la vergogna in cui ha gettato il nostro sistema televisivo. Lasciare che lo Stato aiuti i “piccoli” vuol dire lasciare entrare nel flusso di un’informazione libera coloro che, altrimenti, non ci entreranno mai, almeno con la carta stampata. Che potrà anche avere i “giorni contati” (e non è così, lo si dice da almeno 15 anni), ma resta ancora un “viatico” informativo (con la radio e le tv) di tutti quelli che non hanno Internet e blog da cui dare e ricevere informazioni.
Che il nostro sia un Paese in cui l’informazione è in mano ad imperi economici e partiti politici è un dato di fatto che solo gli stessi organi di informazione, ovviamente non ammettono. Premettendo che sistono ancora molti giornalisti degni di questo nome, in molti altri casi essi non sono altro che scrittori al servizio del loro datore di lavoro, con un atteggiamento servile che non fa certo onore alla categoria. Il fatto che questi signori guadagnino esclusivamente da pubblicità e finanziamenti statali per milioni di euro ha dell’incredibile. Avrete sicuramente notato il faccione di Beppe Grillo alla vs. destra ed il simbolo del V2-Day, organizzato dal comico genovese per il secondo anno, questa volta per raccogliere firme per tre referendum.
ABOLIZIONE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI. L’ordine dei giornalisti di Mussolini ha creato una csta autoreferenziale. Informare è un diritto di tutti.
ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL’EDITORIA. Il finanziamento pubblico all’editoria costa un miliardo di euro all’anno. I politici pagano gli editori per poterli usare e controllare.
ABOLIZIONE DELLA LEGGE GASPARRI. In nessuna democrazia del mondo una legge vergognosa come la Gasparri consegna le televisioni a un gruppo privato come Mediaset e ai partiti. L’informazione va restituita ai cittadini.
Due amici ci hanno scritto. Hanno chiesto al comune l’autorizzazione per allestire questo 25 aprile un banchetto per la raccolta delle firme anche a Motta, presto vi darò conferma attraverso il blog del luogo preciso (molto probabilmente in Piazza Luzzati davanti al municipio)e dell’orario in cui potete contribuire, con una firma, a ripristinare un po’ di legalità e credibilità al vostro beneamato Paese, ovviamente potete dare una mano anche voi a Francesco e Fiammetta, visto che saranno presenti al banchetto per tutta la giornata.
Jambo a tutti,
Tornata Nairobi alla normalità in un clima di ripresa piena, Karibu Afrika, in collaborazione con Africa Peace Point, ripropone l´ottava edizione al corso “Studying Africa in Africa”.
Stiamo riorganizzando i gruppi partenti nei mesi di Settembre e Ottobre, a breve sarete informati sugli incontri di presentazione del corso.
Quanti fossero interessati a partecipare sono invitati a comunicare al più presto l’ adesione mandandoci una mail a: karibu.afrika@libero.it, oppure chiamando il 3407777318.
A quanti di voi hanno già partecipato chiediamo un aiuto nel diffondere il più possibile l’inziativa.
Grazie a tutti!
Elena
Karibu Afrika Onlus
Via Santa Sofia 5, Padova
3407777318 karibuafrika@libero.it
www.karibuafrika.it
A conclusione di queste 4 serate del venerdì sera, Omilos Associazione Culturale ringrazia di cuore gli artisti che si sono avvicendati sul “palco”, Bunna from Africa Unite, The Mellow Mood band, Furio dei Pitura Freska, i Dhl Posse e dulcis in fundo, concedetemelo un grazie di cuore ad Herman Medrano e Dj Tech.
Un ringraziamento particolare non può che andare a Luca e allo staff del bar Al Ritrovo, senza il quale non saremmo riusciti a riportare un po’ di vita a questa Piazza Luzzati fredda e vuota ormai da troppo tempo. Le foto dei concerti le potete trovare ovviamente qui in basso a dx (se ancora non ci avete fatto caso), cliccate sopra ad una di esse e potrete vedere tutte le scene immortalate in questi 4 venerdì sera ormai già passati. Comunque non temete, abbiamo già in serbo per voi altre sorprese che, molto probabilmente avranno come scenario la piazza di Motta di Livenza, approffittando della bella stagione ormai alle porte.
Un grazie personale, e qui mi congedo, a Pablo, Francesco C, Elena, Carmen(from London), Ivana, Elisa, Francesco B, Marco e tutti coloro che hanno voluto ed hanno creduto fin dall’inizio a questo progetto. Rinnovo l’invito a chiunque volesse dare il proprio contributo a farsi avanti….LUNGA VITA A OMILOS!!!
Pubblico un articolo segnalato da Elena, scritto da Marco Revelli.
Le elezioni della povertà cancellata
Potrebbe sembrare incredibile. Persino impossibile. Eppure è così. Il tema che dovrebbe essere al centro del dibattito politico, tanto più nel suo momento cruciale, la chiusura di una campagna elettorale in cui si decidono gli equilibri futuri e l’assetto del paese, al centro non c’è. E neanche alla periferia, che ne so, magari annidato in qualche passaggio secondario di un comizio… Niente. I due protagonisti principali di questa desolante vicenda elettorale di molto hanno parlato, di Ronaldinho e di Totti, di donne e di film, l’uno svendendo bolli automobilistici, l’altro spacciando l’ottimismo come nuova virtù teologale, ma alla questione neppure un accento. E gli altri, i «piccoli», erano probabilmente troppo occupati a portare a casa la pelle, per guardarsi anche solo intorno. Mi riferisco, naturalmente, all’allarme lanciato dal Direttore generale della Fao, il senegalese Jacques Diouf, proprio a Roma, proprio nel giorno della kermesse finale della nostra campagna elettorale, a proposito della «crisi alimentare globale» in corso, destinata ad aggravarsi drammaticamente nei prossimi mesi: «Se il cosiddetto Nord del mondo non cambierà modello di sviluppo – ha detto -, la bolletta per i cereali nei paesi poveri continuerà a crescere e le rivolte popolari e sociali che oggi colpiscono Egitto, Tunisia, Senegal, Burkina Faso, Camerun, Guinea, Haiti e tanti altri paesi poveri, dilagheranno». Il giorno prima Robert Zoellick – non un esasperato agitatore no-global ma il presidente della Banca Mondiale -, non era stato meno allarmante, dichiarando che «l’aumento dei prezzi degli alimentari taglierà almeno sette anni sul cammino della riduzione della povertà» a livello mondiale, ottenendo la stessa sordità da parte del mondo politico. E anche (con poche eccezioni, tra cui questo giornale), in quello giornalistico. Eppure, se si guardano i dati, allarmi come questi appaiono persino moderati. Addirittura reticenti. Ci parlano di un’emergenza globale in atto, destinata molto probabilmente a cambiare radicalmente gli scenari politici e sociali, non solo alla periferia del mondo, ma anche nei suoi vari centri, nelle cittadelle dello sviluppo e del cosiddetto benessere. Il prezzo del grano, ad esempio, che nell’ultimo anno ha subito un aumento del 56% – come è stato detto in questi giorni -, è tuttavia da almeno un quinquennio (da quando siamo entrati in una nuova fase della globalizzazione, cioè) che sale con continuità: costava 161 dollari alla tonnellata nel 2003, è salito a una media del 10% all’anno fino al 2006, poi del 10% al mese a partire dall’inizio del 2007. Oggi costa più di 480 dollari, con un aumento di più del 400% nel quinquennio! Il riso, che costava 300 dollari alla tonnellata nel 2000, oggi è quotato 880 dollari (quello di media qualità, mentre quello aromatico di alta qualità «schizza per la prima volta oltre i mille dollari», esattamente come la quotazione dell’oro). Il frumento entra costitutivamente nell’alimentazione di base di almeno due terzi della popolazione mondiale: quella che destina all’alimentazione circa l’80% del proprio reddito. Dal riso dipende la sopravvivenza di due miliardi e mezzo di persone nella sola Asia, dove si concentra oltre un miliardo di poveri assoluti (quelli con meno di 2 dollari al giorno). E’ stato calcolato che per ogni punto percentuale in più nel prezzo dei cereali, circa 16 milioni di persone si aggiungeranno a quelli che già sono a «rischio fame»; e che già allo stato attuale delle cose nel mondo circa 25.000 persone al giorno muoiono di fame o per cause correlate alla povertà. Che accadrà se l’attuale dinamica dei prezzi dovesse prolungarsi, o anche solo se non si verificasse una consistente riduzione? La questione è tanto più allarmante se si considerano le cause «dell’inflazione alimentare». Giocano, va detto, alcuni fattori contingenti: condizioni climatiche avverse, il gelo cinese, la siccità australiana, i parassiti del riso vietnamiti. E la devastante «finanziarizzazione» del mercato alimentare – il boom dei futures sui cereali, diventati appetitose occasioni di investimento speculativo dopo la crisi dei mutui e la caduta del mercato azionario – da cui dipende la catastrofica «volatilità» dei prezzi alimentari (solo nell’ultima settimana alla «borsa» del riso il costo è salito di 100 dollari…). Ma tutti gli analisti sottolineano le ragioni «strutturali» del fenomeno. Tutti, con esasperante monotonia, ricordano, nell’ordine, oltre ai mutamenti climatici (che non possono più essere considerato una «contingenza» ma una costante connessa con le attività umane), la riduzione delle terre coltivate e delle risorse idriche consumate dall’industrializzazione, l’aumento del tenore di vita di parti non maggioritarie ma consistenti di popolazione in Cina e in India (e dunque il mutamento del loro regime alimentare), oltre alla dissennata corsa ai biofuels, ai carburanti biologici, scatenata dall’Occidente, Stati uniti ed Europa in testa, come risposta alla crisi petrolifera. Fattori questi tutti, senza eccezione, difficili da modificare in tempi brevi, connessi come sono al nostro sistema di vita. Fattori «strategici» del modello socio-produttivo e dello stile di vita caratteristico della «società globale» quale è stata pensata e realizzata come unico sistema possibile e perseguibile! E quale si rivela, invece, umanamente e socialmente insostenibile. Siamo dunque, si direbbe, alla resa dei conti. O meglio: al punto in cui l’umanità – il pianeta – ci presenta i conti della nostra follia. Può darsi che a Roma si considerino semplici rumori di fondo lo strepito delle rivolte per il pane (e per il riso) che viene dalle periferie dell’impero. E che affaristi e buonisti variamente contrapposti o ricombinati, pensino che potremo continuare a giocare nella fiera della vanità che è diventato lo spazio politico mediatizzato; che le cose serie saranno il bollo auto o le grandi opere, il business di Publitalia o quello delle cooperative non più rosse. Ma non sarà così. Intanto perché la tragedia delle periferie è detinata a varcare i nostri confini, non solo in forma di flussi migratori, ma anche di «inflazione alimentare» indotta. Di «importazione di poveri» non solo perché i poveri del mondo muoveranno verso di noi, ma anche perché i nostri poveri aumenteranno. Già stanno aumentando, con i prezzi alle stelle della pasta, del pane, del riso e del latte. E poi perché nessuno può più, moralmente, ritenersi innocente per quanto avviene là, nel momento in cui, anche solo con una scelta di consumo, un pieno in più all’auto, un investimento in banca, un piatto in tavola, si decide il destino (mortale) di altri, invisibili ma reali. Forse allora, davvero, quello di questi due giorni è stato un gioco, a cui milioni di noi abbiamo giocato con gli occhi bendati.
Anche quest’anno potete donare il 5 x 1000 a Karibu Afrika Onlus! DarVi 1000 motivi buoni per farlo sarebbe troppo difficile, per cui ci limitiamo a 5: – Non Vi costa niente; – renderemo il Vostro reddito utile socialmente; – del Vostro singolo aiuto beneficeranno i 200 bambini delle Hope International School; – assicuriamo massima trasparenza (per questo vi chiediamo di inviarci il Vostro indirizzo mail se non siete già iscritti alla mailing list); – Vi invitiamo sin d’ora a venire a visitare e “vivere” i nostri progetti di cooperazione internazionale a Nairobi. Leggete il documento allegato per conoscere l’esatta destinazione del vostro importante sostegno! Per destinare il 5 x mille a Karibu Afrika Onlus sarà sufficiente apporre la TUA Firma nel riquadro delle dichiarazione dei redditi dedicato alle Organizzazioni Non Lucrative e scrivere il codice Fiscale di Karibu Afrika Onlus: 04177550284 GRAZIE 1000 !
Vi lascio con un documento, alla vigilia del voto per le politiche, che riflette pienamente lo stato della politica in Italia e spazza via quell’aria di “nuovo” e di cambiamento possibile che per oltre un mese ha riempito la bocca di tutti i candidati premier di destra e di sinistra.
Questo è il numero di candidati pregiudicati presenti nelle principali liste candidate alle elezioni.
- PDL 56
- PD 18
- UDC – Rosa Bianca 9
- Lega Nord 8
- Partito Socialista 3
- Sinistra Arcobaleno 3
- La Destra 2
- Aborto No Grazie 1
- Italia dei Valori 0
E questo è il .pdf scaricabile con le condanne descritte per filo e per segno. Un grazie di cuore a Gomez e Travaglio.
Da qualche giorno viaggia in rete una mail che fa riferimento ad un sistema previsto dalla legge per “rifiutarsi di votare”, senza che le schede vengano contate come bianche nulle.
Non ho ancora verificato se i riferimenti legislativi indicati nel testo che riporto integralmente siano corretti. Certo sarebbe un’ottima soluzione per chi fosse stanco di dover scegliere sempre il meno peggio tra i candidati alle prossime politiche. Per cui armatevi di coraggio e dopo aver verificato l’attendibilità delle informazioni ricevute, pretendete che il vostro non voto sia verbalizzato dal presidente di seggio di turno.
Francesco S.
MEGLIO SAPERE CHE IGNORARE, NO?
Pochi lo sanno ma…… La legge prevede la possibilita´ di rifiutarsi, di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all´astensione dal voto. Nessun media(chiaramente)ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano gia´ fatti, come al solito la gente andra& acute; a votare il ‘meno peggio’. Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un certo numero ( cosa mai successa nelle elezioni italiane) la casta avrebbe ‘qualche problema’ nell´assegnare i seggi vuoti e i media saranno obbligati a parlarne.Fate girare questa mail il piu´ possibile, e´ l´unica maniera per faresentire la voce di tutti quelli che vogliono un sistema con persone nuove e non un branco di professionisti della politica.L’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione.Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in se de di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza….per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia.
Esiste però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. E´ infatti facoltà dell’elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO(es.:’Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta’)’.ECCO I RIFERIMENTI LEGALID.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 – Art. 104 …OMISSISIl segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000….OMISSIS)
1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2)ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA),dicendo:‘Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato.’
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO DI AGGIUNGERE, IN CALCE AL VERBALE, UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo: ‘Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta’)(D.P.R.30 marzo 1957, n. 361 – Art. 104)COSì FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO,NULLO O BIANCO, SICONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIù VOTI!!Questa è la PRIMA AZIONE LEGALE e DI PROTESTA
E’ tempo di campagna elettorale ed è tempo delle solite false promesse. Nei partiti candidati alle elezioni politiche non c’è nulla di nuovo e non ho nessun timore d’essere smentito dicendo questo. C’è chi promette posti di lavoro, milioni di posti di lavoro, c’è chi promette di “tutelare i valori della famiglia” o delle famiglie, visto che chi lo dice ne ha minimo due. C’è chi si impegna a combattere la mafia….parlando di cose che la gente a volte neppure conosce o crede di conoscere…ma guardiamoci attorno, chiedete in giro alla gente cos’è la mafia, chiedete a qualsiasi ragazzo dai 16 ai 30 anni chi erano Falcone, Borsellino, Chinnici, Dalla Chiesa, chiedete se sanno cos’è stato il MAXIPROCESSO alla mafia. Non vorrei soffermarmi unicamente su questo argomento, non perchè sia poco importante, ma perchè alla base di questa indifferenza da parte dell’opinione pubblica verso problemi così legati al nostro Paese, vi è la solita disinformazione di massa. Argomenti così delicati e pericolosi per le classi dirigenti non devono essere menzionati. E quest’opera di disieducazione inizia a scuola. Pensateci…durante il periodo scolastico, anche fino alle scuole superiori (ve lo dice uno che s’è fatto 6 anni di liceo) impariamo tutto su Sumeri Assiri Babilonesi, sulle guerre Puniche, le invasioni barbariche, il Medioevo, il Rinascimento, il Risorgimento, Prima Seconda Guerra Mondiale, i più fortunati anche la Guerra Fredda e poi buio completo…Gli eventi che hanno cambiato la storia d’Italia negli ultimi 60 anni rimangono spesso ignorati dai programmi scolastici. Chiunque sia il prossimo ministro dell’istruzione, invece di discutere se sia giusto o meno il crocifisso in classe, faccia in modo che diventi obbligatorio lo studio della storia contemporanea. Il dopoguerra, il ‘68, gli anni di piombo, Aldo Moro, la loggia P2, Cosa Nostra, il pool antimafia, tangentopoli. Fin da adolescenti i ragazzi devono essere educati alla ricerca della verità, non all’apprendimento sistematico, senza discussione, senza partecipazione.
Scusate lo sfogo, spero serva ad aprire una discussione, perlomeno a questo dovrebbe servire un blog. Vi ringrazio a nome dell’Associazione per il numero di contatti giornalieri che ormai frequentano il nostro sito. Invito chiunque voglia partecipare al nostro progetto a farsi avanti, alcuni l’hanno già fatto. Se avete del tempo libero e non sapete a che cosa dedicarlo e soprattutto se condividete il nostro statuto (pagina info) siete i benvenuti.
Vi lascio con uno stralcio tratto da un documentario dal titolo “In un altro paese” assolutamente da non perdere a mio avviso, prodotto e trasmesso dalla rai ed ovviamente subito censurato, ma che grazie a YouTube potete vedere integralmente. Vi consiglio inoltre di leggere “Gli intoccabili” di Marco Travaglio.
Omilos Associazione Culturale, visto l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche e amministrative, ha deciso di presentare alcune proposte, per quel che concerne il comune di Motta di Livenza e le forze politiche candidate.
Invitiamo chiunque (tra i residenti di Motta di Livenza) abbia delle idee interessanti , a scriverci agli indirizzi e-mail che troverà nella sezione info di questo blog, oppure commentando direttamente questo articolo. Le idee più interessanti verranno di seguito aggiornate al manifesto. Omilos chiederà pertanto ai candidati alle comunali 2008 di voler sottoscrivere le nostre e vostre proposte.
“Omilos per i Giovani”
La seguente proposta viene rivolta ai futuri amministratori della nostra città. È il tentativo di raccogliere le istanze dei giovani mottensi da parte dell’associazione culturale OMILOS.
Le tematiche che vorremmo veder prese in considerazione dal “pubblico”, non sono solamente tematiche care ai giovani, ma tematiche più generali viste dal nostro personale punto di vista, al fine di migliorare e innovare le idee politiche per il nostro Paese.
Le proposte che portiamo hanno tutte alla base un’idea progettuale effettivamente realizzabile perché già implementata in altri comuni a noi vicini. È necessaria quindi un comune volontà politica per realizzarle.
Chiediamo a Voi di sottoscrivere tale proposta e un impegno chiaro verso la realizzazione delle proposte qui di seguito.
Come giovani e come associazione potremmo collaborare alla realizzazione di tali progetti con grande entusiasmo, consci che questa sia un’occasione di arricchimento personale, oltre che per il nostro Paese.
Proposte:
Motta a tutela dell’ambiente:
chiediamo l’utilizzo massiccio di fonti energetiche rinnovabili sugli edifici e impianti pubblici (installazione pannelli fotovoltaici/solari, sostituzione delle lampadine per l’illuminazione stradale e negli edifici pubblici con lampadine a LED..) Ciò garantisce un buon risparmio a lungo termine per le casse pubbliche, oltre che un chiaro segnale per tutta la cittadinanza rispetto all’importanza dell’utilizzo di fonti energetiche alternative
chiediamo la creazione di uno “sportello energia”, in cui esperti informino i privati e imprenditori sulla modalità di accedere a sgravi e contributi a seguito di interventi energetici (cappotti termici, sostituzione caldaie e serramenti, solare)
chiediamo di promuovere un edilizia comunale a risparmio energetico, con parametri più restrittivi di quelli nazionali, per ridurre le emissioni di gas serra e far risparmiare i cittadini sulle bollette energetiche
chiediamo un’organizzazione logistica della viabilità del paese diversa dall’attuale, allontanando il traffico pendolare dal centro e dalle zone limitrofe; questo studiando misure atte a non deprimere il commercio, come parcheggi scambiatori in punti strategici della città. Ricordiamo che il paese è dei residenti e cittadini in genere, e le scelte logistiche non vanno asservite a logiche di privati interessi, ma dell’interesse della comunità. Meno smog e meno inquinamento acustico significano un paese più vivibile. Chiediamo inoltre la realizzazione di una pista ciclabile sicura verso la zona industriale per tutti i lavoratori che vogliano raggiungere il lavoro in bicicletta. Si potrebbe favorire per loro l’acquisto di biciclette elettriche.
chiediamo la realizzazione di distributori di latte prodotto da un’azienda locale che si renderà disponibile, in centro città. La finalità di tale proposta è quella di garantire latte più buono e genuino, con un risparmio economico per il consumatore notevole. Verranno risparmiati in questo modo anche i rifiuti dei contenitori solitamente utilizzati. Esistono esempi ben gestiti e riusciti in parecchi comuni del Veneto
Motta come luogo di incontro e di scambio
Crediamo che la città di Motta debba rivivere ed offrire ai cittadini di ritrovare il piacere di uscire di casa, di frequentare i luoghi pubblici, di avere a disposizione alcune forme di intrattenimento non solo “giovani”.
- chiediamo l’istituzione di un centro di aggregazione giovanile: un luogo sostenuto economicamente (in parte) dal comune dove realizzare i bisogni più urgenti dei giovani mottensi, costretti a muoversi ogni sera alla ricerca di un cinema, o di un luogo di ritrovo. Le prime proposte per il centro sono la realizzazione di una sala prove per valorizzare i talenti dei giovani mottensi, una sala proiezioni per la realizzazione di cineforum. La proposta è in fase di costruzione, ma siamo sicuri che l’idea potrebbe garantire una maggior vivibilità della cittadina per i giovani e valorizzerebbe soprattutto i nostri talenti e la voglia di crescere e sperimentare.
- chiediamo un chiaro impegno per svecchiare la proposta delle manifestazioni di piazza mottensi: ci sembra opportuno proporre Motta come un luogo che possa ospitare eventi culturali o di intrattenimento diversi dai soliti che vengono proposti ogni anno. Un modo per portare in Paese elementi di discussione nuovi e stimolanti
- chiediamo di potenziare le attività di ritrovo e svago per le persone anziane del nostro Paese, attraverso la realizzazione di corsi, conferenze, attività ludiche di loro gradimento.
Motta città di aggregazione e scambio fra tradizioni e culture :
chiediamo di favorire l’associazionismo migrante: oltre alla creazione di uno sportello che tratti con competenza questioni giuridiche, lavorative e abitative per i cittadini migranti, crediamo necessario favorire l’autoassociazionismo dei giovani che provengono da altri luoghi e culture. Crediamo che l’abbattimento del pregiudizio e della paura possa avvenire, in un contesto come Motta, attraverso la reciproca conoscenza e scambio. Anche in questo caso abbiamo dei progetti da poter proporre, realizzati in altri contesti e ben riusciti.
Chiediamo inoltre un cambiamento del modo di fare politica. In un Paese come Motta di Livenza è possibile ideare e realizzare le proposte per la città dopo aver effettivamente consultato i cittadini. Questo ci sembra un requisito fondamentale perché la politica possa riavere un senso. La cittadinanza e noi per primi promette una effettiva partecipazione alla vita della città.
Le nostre proposte emergono da una domanda: quale tipo di città vogliamo veder crescere? Crediamo che ognuno di noi, pensionato o studente, lavoratore o disoccupato, debba avere la possibilità di incidere nelle decisioni che riguardano il proprio territorio. Chiediamo quindi che ogni proposta che l’Amministrazione Comunale vorrà realizzare, venga largamente condivisa con la cittadinanza, attraverso dinamiche partecipative e di confronto.
Il sindaco e la sua giunta vogliamo siano tenuti a scrivere settimanalmente un blog, in cui indicare le attività comunali a breve e lungo termine da attuarsi, in modo tale che ogni cittadino possa verificare personalmente il conseguimento di un determinato intervento preventivato