Cessalto a turbogas
Pubblicato da associazioneomilos su giovedì 23 settembre 2010
Continua l’impegno da parte del gruppo spontaneo Genitori per la salute, nell’impedire la realizzazione di una centrale a turbogas nel comune di Cessalto nei pressi della zona industriale al confine con Motta di Livenza. Dei tre ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale, la prima richiesta è stata respinta.
Centrale turbogas, primo round al Comune
la tribuna di Treviso — 17 settembre 2010 pagina 44 sezione: PROVINCIA
CESSALTO. Centrale a turbo gas di Cessalto: primo round al Tribunale amministrativo regionale vinto dal Comune. Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da un privato con l’azienda agricola a Cessalto. Il sindaco di Cessalto Giovanni Artico (in foto), aveva sempre sostenuto la correttezza delle operazioni ed il rispetto delle procedure regionali per quanto riguarda la costruzione della futura centrale a turbo gas nella zona industriale di via Magnadola. La strategia difensiva ha dimostrato che la richiesta di sospensiva era infondata per il semplice fatto che il ricorrente non subisce espropri in seguito alla costruzione dell’impianto. Ma la vicenda giudiziaria non finisce qui. Rimangono in piedi altri due ricorsi al Tar sulla questione della centrale da 49 megawatt: uno avanzato dai Comuni di Motta di Livenza, Gorgo al Monticano e Chiarano ed uno formalizzato dalla Provincia di Venezia. (g.p.)
Purtroppo a preoccupare i residenti del comune ai confini tra la provincia di Treviso e di Venezia è l’imminente approvazione del progetto per la realizzazione della terza corsia dell’autostrada A4 Venezia – Trieste. Riporto pertanto la richieste contenute in una lettera inviata da Enrico Menegaldo al Commissario Delegato perl’emergenza della mobilità proprio su quel tratto di autostrada, il dott. Tondo.
[...] Viste le forti preoccupazioni per le possibili azioni unilaterali calate dall’alto e gli enormi disagi che subiremo tutti, per la fase di cantierizzazione
si chiede:
- confronto pubblico con i cittadini sulle scelte (ante opera);
- cronoprogramma dettagliato dell’intervento;
- uso di materiali ecocompatibili;
- un’attenta progettazione di vere opere di compensazione ambientale (e non azioni di cosmesi come filari d’albero o rotonde per il traffico) vincolate allo stato di avanzamento dell’opera;
- da subito, fare un progetto legato al recupero di eventuali aree marginali o creazione di nuove aree verdi tampone, aree umide o altro attentamente valutato studiando il territorio sotto il profilo eco sistemico. Questo gioverebbe anche sul tema qualità dell’aria;
- a tutela della salute dei cittadini e non solo della viabilità, contropartite lungo tutto l’asse di Cessalto: sia nel lato destro che sinistro;
- allungamento delle dune di mitigazione previste, anche nel retro delle aree di servizio, visto il loro ampliamento;
- là dove possibile, e come da indicazioni della delibera del CIPE, che siano previste anticipazioni delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere stradali;
- aree a verde di mitigazione con flora autoctona, di collocazione e dimensioni “congrue” a salire per almeno 5-10 metri. Opere di ripristino ambientale e di rinaturazione, applicando le tecniche dell’ingegneria naturalistica;
- piano antinquinamento e campagne di monitoraggio sull’attività di depurazione svolta dai bacini di laminazione, sulla qualità dell’aria, suoli, acque, sui livelli di rumore e sull’efficacia delle mitigazioni e compensazioni; con garanzie documentate ed assicurazioni scritte;
- strumenti di monitoraggio fissi, all’avanguardia e accessibili per le dovute verifiche sulla qualità dell’aria, le emissioni di PM 10 e PM 2,5 presenti;
- installazione di un sistema di video-sorveglianza;
- un sotto passo ciclo pedonale anche nel capoluogo Cessalto;
- spostare l’attuale casello di Cessalto verso sud, ai fini di consentire l’allontanamento della viabilità d’accesso ed uscita dell’autostrada dal centro cittadino nonché salvaguardare e valorizzazione il Bosco Olmè, antico relitto di foresta planiziale, area S.I.C. e Z.P.S.;
- realizzare in corrispondenza del nuovo casello di un’area di parcheggio attrezzata;
- miglioramento degli svincoli delle aree di sosta;
- installazione di barriere fonoassorbenti di ultima generazione, attrezzate con pannelli fotovoltaici;
- raddrizzamento del “pericolosissimo” cavalcavia di via Callunga (che porta a San Stino);
- favorire gli accordi con i cittadini e i proprietari dei fondi, sia per trovare eventuali alternative alle localizzazioni di progetto sia per il problema di aree che vedono di fatto limitata sensibilmente la possibilità edificatoria dei lotti a causa dell’ampliamento delle fasce di rispetto stradale;
- sostenere il trasferimento in altre aree di proprietà dei medesimi espropriati dei volumi edificatori perduti a seguito dell’esproprio, mediante variante urbanistica contestuale all’approvazione del progetto.











